Bombole antincendio scariche: 7 cose da fare subito

Bombole antincendio scariche: cosa fare?

Le bombole antincendio installate nei sistemi di spegnimento a gas hanno il compito di conservare l’agente estinguente necessario per intervenire in caso di incendio. Quando avviene una scarica totale o parziale, non è sufficiente ripristinare semplicemente il contenuto della bombola e ricollegarla all’impianto.

Prima della rimessa in servizio è necessario comprendere perché sia avvenuta la scarica, verificare lo stato dei recipienti e dei componenti interessati e procedere alle operazioni tecniche necessarie.

Una corretta gestione permette di ripristinare il sistema evitando che un’anomalia non individuata possa provocare una nuova perdita o compromettere il funzionamento futuro dell’impianto.

Vediamo quindi 7 aspetti da considerare quando una o più bombole risultano scariche.

1. Stabilire perché le bombole antincendio si sono scaricate

Il primo passaggio consiste nell’individuare la causa.

La scarica può essere conseguenza dell’attivazione dell’impianto a seguito di un incendio, ma possono esistere anche altre situazioni da analizzare, come un’attivazione accidentale o un’anomalia.

Prima di procedere alla ricarica bombole antincendio è quindi importante ricostruire quanto accaduto.

Limitarsi a ripristinare il gas senza verificare la causa potrebbe lasciare irrisolto il problema che ha determinato la scarica.

2. Verificare se la scarica è totale o parziale

Non tutte le anomalie comportano lo svuotamento completo del recipiente.

Una variazione della quantità di agente o delle condizioni previste può richiedere controlli specifici.

Le modalità di verifica dipendono dalla tipologia di sistema e dall’agente estinguente utilizzato.

Possono essere interessate, ad esempio:

  • bombole CO2;
  • sistemi con azoto;
  • sistemi con argon;
  • miscele IG-55;
  • miscele IG-541;
  • altri sistemi di spegnimento a gas.

La valutazione deve essere effettuata secondo le caratteristiche tecniche dello specifico impianto.

3. Non limitarsi alla semplice ricarica

Una delle considerazioni più importanti riguarda proprio la differenza tra ricaricare e controllare.

La ricarica serve a ripristinare la quantità prevista di agente estinguente, ma prima della rimessa in servizio devono essere valutate anche le condizioni del recipiente e dei componenti interessati.

Il controllo può riguardare:

  • stato esterno della bombola;
  • valvola;
  • connessioni;
  • dispositivi di azionamento;
  • marcature;
  • verifiche previste per il recipiente.

Se emergono anomalie, devono essere risolte prima del ripristino.

4. Controllare le valvole

Quando una delle bombole antincendio presenta una perdita, la causa non è necessariamente il recipiente.

Il problema potrebbe riguardare valvole, tenute o altri componenti.

Prima della ricarica è quindi fondamentale individuare l’origine dell’anomalia.

Ricaricare un recipiente senza eliminare una perdita significherebbe rischiare di ritrovarlo nuovamente in condizioni non corrette dopo poco tempo.

5. Verificare la situazione delle verifiche periodiche

Il momento della ricarica rappresenta anche un’occasione per verificare la situazione documentale del recipiente.

Prima di procedere è opportuno controllare se la bombola debba essere sottoposta alle verifiche periodiche previste dal regime applicabile.

Questo può evitare una gestione inefficiente: movimentare una bombola per la ricarica e scoprire successivamente che richiedeva anche un’altra attività già programmabile.

È però importante non confondere le due operazioni: ricarica e verifica periodica hanno finalità differenti.

6. Organizzare correttamente il trasporto

In molti casi le bombole devono essere rimosse dall’impianto e trasferite presso una struttura attrezzata per gli interventi necessari.

Quando applicabile, il trasporto dei recipienti contenenti gas è soggetto alle disposizioni dell’ADR – UNECE.

Occorre quindi considerare correttamente:

  • tipologia di gas;
  • condizioni del recipiente;
  • movimentazione;
  • trasporto;
  • identificazione delle bombole.

Per le attrezzature a pressione trasportabili interessate è inoltre rilevante il quadro della Direttiva 2010/35/UE – TPED.

7. Verificare l’impianto prima della rimessa in servizio

La gestione non termina quando le bombole antincendio vengono ricaricate.

Prima del ripristino definitivo occorre verificare gli elementi del sistema interessati dall’evento e assicurarsi che l’impianto sia nelle condizioni previste per tornare operativo.

A seconda della configurazione possono essere interessati:

  • tubazioni;
  • collettori;
  • valvole;
  • attuatori;
  • ugelli;
  • sistemi di rilevazione e comando;
  • dispositivi di segnalazione.

Questo è particolarmente importante dopo un’effettiva attivazione dell’impianto.

Quando ricaricare le bombole antincendio?

In termini generali, una bombola che ha effettuato la scarica prevista dal sistema deve essere gestita per il corretto ripristino prima della rimessa in servizio.

Anche una condizione anomala che abbia comportato una perdita significativa dell’agente richiede una valutazione tecnica.

Non è invece corretto stabilire una regola universale di ricarica basandosi esclusivamente sul numero di anni trascorsi.

Periodicità e interventi devono essere determinati sulla base della tipologia di sistema, dell’agente utilizzato, delle condizioni rilevate e delle prescrizioni applicabili.

Quanto tempo può rimanere un impianto con bombole scariche?

Dal punto di vista operativo, l’obiettivo dovrebbe essere ripristinare la protezione nel minor tempo tecnicamente possibile, adottando nel frattempo le misure necessarie in relazione alla valutazione del rischio e alle condizioni dell’attività.

Una batteria parzialmente indisponibile può infatti non garantire le prestazioni per cui il sistema è stato progettato.

Per aziende che proteggono locali critici, come data center, archivi, cabine elettriche o impianti produttivi, la gestione dei tempi di ripristino assume quindi particolare importanza.

Perché avere bombole sostitutive può ridurre il fermo

Per determinati impianti e organizzazioni può essere utile pianificare preventivamente la gestione della continuità durante gli interventi.

La disponibilità di recipienti compatibili e correttamente gestiti, quando tecnicamente prevista e organizzata, può contribuire a ridurre i tempi necessari per il ripristino.

La soluzione deve però essere valutata sulla configurazione specifica dell’impianto: non è sufficiente sostituire una bombola con un recipiente apparentemente simile.

Tracciabilità dopo la ricarica

Una volta completato l’intervento, è importante aggiornare lo storico delle bombole antincendio.

Per ogni recipiente dovrebbero essere registrate le informazioni pertinenti relative a:

  • intervento effettuato;
  • identificativo della bombola;
  • controlli eseguiti;
  • eventuali componenti sostituiti;
  • verifiche effettuate;
  • rimessa in servizio.

Questo consente di mantenere aggiornata l’anagrafica del parco bombole e semplificare le successive attività manutentive.

SFP per la ricarica delle bombole antincendio

SFP – Service Fire Protection supporta aziende e organizzazioni nella gestione delle bombole antincendio e nel ripristino dei sistemi di spegnimento a gas.

Le attività comprendono:

  • ricarica bombole antincendio;
  • gestione bombole CO2;
  • gestione bombole con gas inerti;
  • controllo dei recipienti;
  • verifica delle valvole;
  • collaudo e verifiche applicabili;
  • movimentazione e trasporto;
  • gestione documentale degli interventi.

Centralizzare le diverse operazioni permette di ridurre i passaggi tra fornitori e organizzare più efficacemente il ripristino dell’impianto.

Scopri tutti i servizi SFP.

Conclusione

Quando le bombole antincendio risultano scariche, la priorità non deve essere soltanto riempirle nuovamente. È necessario comprendere la causa della scarica, controllare recipienti e componenti, verificare le attività eventualmente previste e assicurarsi che l’intero sistema possa essere rimesso correttamente in servizio.

Una gestione strutturata della ricarica permette di ridurre i tempi di indisponibilità dell’impianto e, soprattutto, evitare che anomalie non individuate si ripresentino dopo il ripristino.

Per questo motivo ricarica, manutenzione, verifiche e tracciabilità devono essere considerate parti di un unico processo.

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