Bombole antincendio: 5 tipologie per impianti a gas

Bombole antincendio per impianti a gas: quali sono le principali tipologie?

Le bombole antincendio rappresentano un elemento fondamentale dei sistemi di spegnimento a gas. Al loro interno viene immagazzinato l’agente estinguente che, in caso di attivazione dell’impianto, viene rilasciato nell’ambiente protetto per contrastare rapidamente l’incendio.

Non tutte le bombole e non tutti gli agenti estinguenti sono però uguali. La scelta dipende dalle caratteristiche dell’ambiente da proteggere, dal rischio presente, dalla progettazione dell’impianto e dalle prestazioni richieste.

Data center, archivi, locali tecnici, industrie e infrastrutture critiche possono richiedere soluzioni differenti.

Vediamo quindi 5 tipologie e configurazioni ricorrenti negli impianti antincendio a gas e quali aspetti devono essere considerati nella loro gestione.

1. Bombole antincendio a CO2

L’anidride carbonica è uno degli agenti estinguenti storicamente utilizzati nei sistemi di spegnimento a gas.

Le bombole antincendio a CO2 consentono di immagazzinare l’agente necessario per l’intervento e possono essere installate singolarmente oppure all’interno di batterie di bombole, a seconda delle caratteristiche del sistema.

La CO2 agisce principalmente riducendo la concentrazione di ossigeno disponibile per la combustione e presenta caratteristiche che ne rendono possibile l’impiego in specifiche applicazioni.

La progettazione deve però tenere conto dei rischi per le persone: concentrazioni estinguenti di CO2 possono essere pericolose per gli occupanti. Per questo motivo il suo impiego richiede precise misure di sicurezza e deve essere valutato in funzione dell’ambiente da proteggere.

2. Bombole con gas inerti

Un’altra importante categoria è rappresentata dalle bombole antincendio contenenti gas inerti.

I sistemi possono utilizzare agenti costituiti da uno o più gas naturalmente presenti nell’atmosfera, come azoto e argon, oppure loro miscele.

Il principio di funzionamento consiste nella riduzione controllata della concentrazione di ossigeno nell’ambiente protetto fino a un livello capace di contrastare la combustione.

Questi sistemi sono utilizzati in numerosi contesti nei quali è importante evitare residui dopo l’intervento.

3. Bombole IG-541

Tra gli agenti inerti troviamo l’IG-541, una miscela composta da azoto, argon e una piccola percentuale di anidride carbonica.

L’agente viene conservato in recipienti ad alta pressione e, quando l’impianto viene attivato, distribuito nell’ambiente attraverso la rete di tubazioni e gli ugelli previsti dal progetto.

Le batterie possono comprendere numerose bombole antincendio, soprattutto quando devono essere protetti volumi importanti.

Questo rende particolarmente importante una corretta identificazione e tracciabilità di ciascun recipiente.

4. Bombole IG-55

L’IG-55 è un altro agente inerte utilizzato nei sistemi di spegnimento.

È costituito da una miscela di:

  • azoto;
  • argon.

Anche in questo caso il sistema viene dimensionato in funzione delle caratteristiche dell’ambiente da proteggere.

Gli impianti possono comprendere batterie di bombole collegate tra loro tramite collettori e altri componenti dedicati.

Quando sono presenti numerosi recipienti, la manutenzione deve essere organizzata in modo da poter controllare agevolmente stato, identificazione e verifiche previste per ogni bombola.

5. Bombole per agenti estinguenti alogenati e clean agent

Accanto ai gas inerti esistono sistemi che utilizzano agenti estinguenti differenti, comunemente definiti clean agent.

In questa categoria possono rientrare, a seconda del sistema e della sua generazione, agenti come HFC-227ea e altre soluzioni progettate per applicazioni specifiche.

Un aspetto oggi particolarmente importante riguarda però la normativa ambientale.

Il Regolamento (UE) 2024/573 sui gas fluorurati a effetto serra ha introdotto disposizioni e restrizioni che devono essere considerate nella gestione dei sistemi che utilizzano determinati F-gas.

Per questo motivo la scelta, manutenzione e ricarica dell’agente non può prescindere dalla verifica della normativa applicabile al prodotto e all’impianto.

Come scegliere le bombole antincendio corrette?

Non esiste una tipologia universalmente migliore.

La configurazione dell’impianto dipende da diversi parametri:

  • volume da proteggere;
  • tipologia di rischio;
  • presenza di persone;
  • concentrazione di progetto;
  • agente estinguente;
  • pressione di stoccaggio;
  • caratteristiche del sistema;
  • prescrizioni tecniche applicabili.

La scelta delle bombole antincendio deve quindi essere parte della progettazione complessiva dell’impianto e non una decisione isolata.

Perché la quantità di bombole può cambiare molto

Due impianti apparentemente simili possono utilizzare un numero molto diverso di recipienti.

Il dimensionamento dipende dalla quantità di agente necessaria per raggiungere la concentrazione prevista nel volume protetto.

Un piccolo locale tecnico potrebbe richiedere una configurazione relativamente compatta, mentre un grande ambiente industriale può richiedere una batteria composta da numerose bombole.

Anche la pressione di stoccaggio e le caratteristiche dell’agente influenzano la configurazione.

Manutenzione delle bombole negli impianti a gas

Indipendentemente dall’agente utilizzato, le bombole devono essere inserite in un programma strutturato di controllo e manutenzione.

Tra gli aspetti da monitorare troviamo:

  • condizioni del recipiente;
  • pressione o quantità dell’agente;
  • valvole;
  • collegamenti;
  • marcature;
  • verifiche periodiche;
  • documentazione tecnica.

La manutenzione dei sistemi antincendio nei luoghi di lavoro rientra nel quadro definito dal D.M. 1 settembre 2021 – Vigili del Fuoco.

Per gli impianti di estinzione a gas, un riferimento tecnico centrale è inoltre la serie UNI EN 15004, relativa ai sistemi di estinzione a gas.

Ricarica e collaudo delle bombole antincendio

La gestione delle bombole antincendio comprende attività differenti che non devono essere confuse.

La ricarica riguarda il ripristino della quantità prevista di agente estinguente quando necessario.

Il collaudo o la verifica periodica, secondo il regime applicabile al recipiente, serve invece a verificarne l’idoneità a continuare il servizio.

Quando le bombole devono essere movimentate e trasportate, devono inoltre essere considerate le disposizioni dell’ADR – UNECE.

Per le attrezzature a pressione trasportabili interessate trova applicazione anche il quadro della Direttiva 2010/35/UE – TPED.

SFP per la gestione delle bombole antincendio

SFP – Service Fire Protection supporta aziende e organizzazioni nella gestione delle bombole antincendio utilizzate nei sistemi di spegnimento a gas.

Le attività comprendono:

  • ricarica delle bombole;
  • collaudo e verifiche applicabili;
  • gestione di bombole CO2;
  • gestione di sistemi con gas inerti;
  • controllo di valvole e componenti;
  • movimentazione dei recipienti;
  • gestione delle scadenze;
  • tracciabilità degli interventi.

Questo approccio permette di centralizzare le diverse fasi della gestione, particolarmente importante negli impianti costituiti da batterie con numerose bombole.

Scopri i servizi SFP.

Conclusione

Le bombole antincendio utilizzate negli impianti a gas possono differire notevolmente in funzione dell’agente estinguente, della pressione di stoccaggio e delle caratteristiche del sistema.

CO2, gas inerti come IG-541 e IG-55 e altri agenti richiedono configurazioni e criteri di gestione specifici. Non è quindi sufficiente considerare soltanto la bombola: è necessario valutare l’intero sistema di spegnimento.

Una gestione professionale deve integrare controllo, manutenzione, ricarica, verifiche periodiche e tracciabilità, così da mantenere sotto controllo l’intero ciclo operativo dei recipienti.

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